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AA.VV. The VegetableMan project Vol.4 - (Oggetti Volanti non Identificati - 2005)
"...l'Uomo Vegetale che era in me si è risvegliato. Più dominatore del Leone, più distruttivo di Marte, ha le sembianze di Syd Barrett e mille voci diverse, racchiuse in quegli strambi dischetti alla clorofilla" (Donato Zoppo).
Con un pizzico di egocentrismo e un immenso orgoglio apro questa segnalazione citando me stesso: è l'introduzione che ho curato per l'ottimo Volume 4 del Vegetable Man Project, edito dagli amici della OVNI nel novembre del 2005.
Anche questa volta 20 versioni 20 di "Vegetable man", anche queste volta 20 partecipanti 20, una lista succulenta, cicciona e succosa come le altre volte. A voi:
01. geloso (italy)
02. satantango (italy)
03. jacopo gobber (italy)
04. danielle lemaire (the netherlands)
05. marsicano sitar experience & pandit lao (brasil+india)
06. der bekannte post-industrielle trompeter (italy)
07. the future kings of england (uk)
08. goad / opendead eye (italy)
09. kevin (sweden)
10. gallery of lore (italy)
11. nonmipiaceilcirco! (italy)
12. miazia (italy)
13. labyrinth whistler (sweden)
14. my god is a fluorescent frog (italy)
15. kitchen cynics (uk)
16. beat babol (italy)
17. su/si_lab (italy)
18. milanoans (italy)
19. fantasyy factoryy (germany)
20. posthuman tantra (brasil)
Ma cos'ha di speciale questo quarto volume? la varietà delle versioni, l'eterogeneità, quel sense of humour che traspare e che distingue questa operazione dalle altre, compresi i tanti progetti-concept che vanno tanto di moda nel mondo del progressive rock contemporaneo.
Anche stavolta ci sono nomi di un certo peso, ad esempio i lanciatissimi Future Kings of England con la loro cover ossessiva e ficcante, i Fantasyy Factoryy del grande Alan Tepper, che sfodera una versione in puro heavy-psych anni '70, i longevi Goad di Maurilio Rossi che incontrano i giovani Open Dead Eye per una versione al confine tra art rock ed elettronica. E sotto la sigla Labyrinth Whistler troviamo Peter Lindahl degli In the Labyrinth, con un approccio stralunato, acido e molto Sixties.
Gli italiani si comportano molto bene: i due Miazia (con Alex Vittorio degli StereoKimono) fanno il verso ai Kraftwerk con un trascinante synth-pop, i Gallery Of Lore graffiano con il loro tagliente noise-rock, lo stupefacente duo Der Bekannte Post-industrielle Trompeter si allinea alle sperimentazioni fiatistiche di Theo Travis e Steve Lawson, un altro duo dal nome Beat Babol viaggia alla grande con un pop tanto zuccheroso quanto sferragliente di rumore, il terzo duo Su/si_lab si cimenta con un notevole collage sperimentale di suoni naturali e concreti; quante coppie in questo cd, i due My God is a fluorescent dj ci incantano con una cover acustica, bucolica e campestre.
Nonmipiaceilcirco! tira fuori dal cilindro una versione alternativa e contaminata assai, alla quale fa da contraltare il felliniano ensemble dei Milanoans, degni eredi dei Gatto Marte con il loro elegante jazz d'annata. Infiamma le casse lo psycho-noise d'assalto dei Satantango, il solitario folletto Jacopo Gobber colpisce con la sua versione minimale e scheletrica, i Geloso chiudono la rassegna tricolore con un acid rock fiammante e spedito.
Di fronte all'arsenale italiano gli stranieri si difendono bene: il progetto Kevin vede di nuovo Lindahl con uno tra i migliori brani, una rilettura fluttuante e piena di percussioni, l'olandese Danielle Lemaire si sbizzarrisce con suoni ossessivi e frequenze disturbanti, il suo alter ego brasiliano Posthuman Tantra suona elettonica dell'apocalisse e i connazionali Marsicano Sitar Experience incantano con il loro raga barrettiano, i Kitten Cynics si lanciano in un pop elettronico "aereo".
http://www.oggettivolanti.it
Donato Zoppo
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